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Noi del Comitato MareLibero esprimiamo solidarietà nei confronti dei lavoratori dello stabilimento balneare le Paillotes, che oggi hanno protestato contro la perdita dei loro posti di lavoro. Siamo però sconcertati dalle rimostranze manifestate nei nostri confronti, in quelli di alcuni esponenti politici e della Magistratura stessa.
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NON TROVIAMO PAROLE PER COMMENTARE QUESTE ACCUSE!

Riteniamo che la vera controparte della situazione che si è venuta a creare con il sequestro preventivo dello stabilimento (confermato peraltro in questi giorni dal gip) sia la società Portanuova Enterteinment nella persona del Cav. A. Filippo De Cecco: non può essere l’illegalità a garantire posti di lavoro. Se così fosse saremmo in un paese senza FUTURO, IRRIMEDIABILMENTE CONDIZIONATO SOLO DA INTERESSI ECONOMICI.

comunicato-stampa-integrale-marelibero.doc

Comitato MareLibero Pescara

Nell’augurarvi buone feste esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per il sequestro dello stabilimento “Le Paillotes” da parte della magistratura. La nostra campagna di denuncia sugli accessi e la vista mare, negati dall’abusivismo selvaggio, e’ partita proprio da Piazza Le Laudi, quale migliore esempio, ma non unico, di quanto andavamo accertando documenti alla mano per tutto il nostro litorale.
Dopo questa positiva conclusione di un anno di lavoro e di mobilitazione (ricordiamo anche il sequestro degli stabilimenti “La Vongola” e “Delfino Verde” ed altri esposti) ci aspettiamo dal Comune di Pescara adeguate iniziative per il rispetto della legalita’ e per la tutela degli interessi della comunita’ tutta, a prescindere dai tempi dei procedimenti penali in corso.
Invitiamo tutti a partecipare alla conferenza stampa-happening (con brindisi) che si terra’ sabato 29 dicembre alle ore 11.00 in Piazza Le Laudi. In un momento così delicato , in cui sono in atto strumentalizzazioni e pressioni, è fondamentale essere in tanti e vigilare perchè finalmente le cose possano veramente cambiare.
Con noi ci sara’ i promotori della norma introdotta nella finanziaria 2007 che prevede la revoca della concessione balneare in caso di “gravi abusi edilizi”.
Aderiscono alla nostra iniziativa: WWF, Comitato CostaTeatina, Italia Nostra, Comitato Abruzzese del Paesaggio
alleghiamo comunicato di esponenti polici a riguardo ora tocca al comune

Comitato MareLibero Pescara

CONTRO NATURA

Il WWF: lo scandalo degli stabilimenti balneari di Pescara è solo la punta dell’iceberg. Iniziative da “Economia di rapina” stanno devastando tutto il litorale della regione.

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L’Associazione chiede un radicale cambiamento del Piano del Demanio Marittimo Regionale, da cui discendono buona parte dei danni che osserviamo e l’adozione di linee guida di gestione basate sulla consapevolezza della necessità di una gestione di questo bene durevole nel breve, medio e lungo periodo per tutti, dagli organismi che vivono da millenni solo sulla costa e che non sono certo da considerare “sporcizia” che necessita di pulizia con le ruspe, alla salvaguardia degli interesse collettivi ed alla promozione di quelli economici.

I sequestri a ripetizione evidenziano in maniera incontrovertibile l’esistenza nella Regione di una gestione “di rapina” delle aree costiere, in cui il “tutto e subito” degli interessi economici più sfrenati determina un attacco finale ai valori ambientali rimasti sul litorale. Il nostro plauso va ai Comitati locali, come Marelibero.org, che hanno condotto una campagna ineccepibile, alla locale Guardia di Finanza che sta operando nel migliore dei modi possibili dimostrando a tutti come si deve interpretare la difesa reale degli interessi collettivi rispetto agli interessi di parte ed alla Procura di Pescara, nella persona del Dr. Aceto.

COMUNICATO INTEGRALE WWF

REGALO DI NATALE

sequestro preventivo

Il Comitato MareLibero è nato dall’esigenza di tanti pescaresi di riappropriarsi di accessi e vedute sul mare.

sequestro Le Paillotes

Il primo scempio che denunciammo fu proprio Piazza Le Laudi. Per aver osato farlo (vedi nostro archivio articoli e video) ricevemmo una corposa querela dal cavalier F.A. De Cecco, titolare dello stabilimento balneare-ristorante-pizzeria-discoteca-e altro ancora Lido delle Sirene-Le Paillottes.

Nel frattempo abbiamo assistito al totale immobilismo dell’ Amministrazione Comunale che sull’argomento abusi sulla spiaggia ormai si muove come un elefante tra bicchieri di cristallo.

Ed ecco arrivare in questi giorni la schiarita . Due giorni fa, nel pressochè totale silenzio degli organi di stampa locali e nell’assoluta indifferenza di tutta la classe politica pescarese, viene sequestrato dalla magistratura penale lo stabilimento denominato “Voglia di mare” in concessione alla moglie dell’attuale Assessore al Mare del Comune di Pescara Riccardo Padovano, e proprio oggi apprendiamo dell’analoga sorte toccata alla madre degli scempi o meglio dal luogo della illeggittimità diffusa: Le Paillotes del Cav.De Cecco.

spiaggia sequestrata

A questo punto, aspettiamo che i tanti procedimenti penali relativi agli abusi sulla nostra riviera facciano il loro corso, non riponendo alcuna fiducia nella nostra classe politica clientelare e asservita ai poteri forti.

Da comuni cittadini, desiderosi solo del rispetto delle regole e della tutela di ciò che rimane del patrimonio demaniale, ci permettiamo di ricordare che la Finanziaria 2007 prevede una norma inequivocabile:

art.2-ter. Le concessioni di cui al comma 1 sono revocate qualora il concessionario si renda, dalla data di entrata in vigore della presente disposizione(1/1/2007), responsabile di gravi violazioni edilizie, che costituiscono inadempimento agli obblighi derivanti dalla concessione ai sensi dell’articolo 5 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 296 del 13 settembre 2005.
Comitato MareLibero Pescara

Il varo della “Legge Fogna” ( 23 ottobre 2007) predispone una sorta di sanatoria per i comuni abruzzesi inadempienti riguardo gli scarichi fognari. Così la Regione Abruzzo si pone in totale controtendenza rispetto alle norme della Comunità Europea che prevedono che entro il 2008 tutti i fiumi devono raggiungere uno stato di qualità delle acque “sufficiente” ed entro il 2016 uno stato “buono”.

Che la qualità delle acque della gran parte dei fiumi abruzzesi sia insufficiente non è una novità ma un recente rapporto dell’Arta evidenzia che dal 2003 il trend è in forte peggioramento (tabelle-dati-arta.doc ).  L’Arta individua come principale responsabile proprio la “ scarsa efficienza della gran parte degli impianti di depurazione medi e piccoli, capillarmente disseminati sul territorio abruzzese, il cui impatto diffuso non ha avuto sinora la giusta considerazione da parte dei gestori e degli organismi di controllo”.

I nuovi limiti della Legge Fogna prevedono un aumento notevole (fino alla triplicazione per alcuni parametri) della concentrazione di inquinanti per gli scarichi fognari aventi capacità sotto i 2000 abitanti/equivalenti che scaricano nei fiumi, e per quelli aventi capacità fino a 10.000 ab./equivalenti che scaricano in mare: praticamente il 90 % degli impianti che servono i comuni abruzzesi. Questi limiti che si rifanno alla norma regionale 43/81, sono addirittura il 50% più alti di quelli indicati dalla Legge Merli del 1976. Possiamo quindi immaginare che cosa l’Arta ci dirà della qualità delle nostre acque nel prossimo futuro!
Il paradosso: Il 14 dicembre 2005 viene dichiarato lo stato di emergenza in relazione alla crisi di natura socio-economica-ambientale determinatasi nell’asta fluviale del fiume Aterno-Pescara (il più grande d’Abruzzo), a causa della presenza di sostanze inquinanti pericolose per la salute dell’uomo e per l’ambiente. Il 9 marzo del 2006 un’ Ordinanza del Presidente del Consiglio dispone la nomina di un Commissario Straordinario per far fronte all’emergenza. Uno dei punti chiave del programma d’intervento prevede ”la realizzazione delle opere di collettamento degli scarichi civili, industriali e degli impianti di depurazione, nonché l’adeguamento degli esistenti, al fine di ridurre il grave livello d’inquinamento”. L’Ordinanza viene prorogata anche per l’anno 2007.

Gli “attenti” consiglieri regionali dovrebbero spiegarci come sia possibile da un lato chiedere interventi emergenziali dallo Stato per risanare i fiumi (dichiaratamente in stato comatoso) e contemporaneamente varare una Legge come questa che permette, a chi se n’è fregato altamente delle norme vigenti in materia ambientale aiutato anche da controlli “inesistenti”, di incrementare gli scarichi di sostanze inquinanti nei “nostri” fiumi e nel “nostro” mare. Non si tratta più solo di un’emergenza ambientale ma sono in gioco la salute dei cittadini e l’intera economia abruzzese.
L’assessore Paolini che ne pensa visto che ha appena destinato svariati milioni di euro per lo sviluppo turistico, in particolare quello balneare, della nostra regione?
Le associazioni ambientaliste wwf,Legambiente, noi del comitato MareLibero, l’Abruzzo Social Forum e tutti quelli che con noi si vorranno unire chiedono che questa legge “vergogna” sia immediatamente abrogata (ad una nota inviata a tal proposito al Consiglio Regionale non abbiamo ancora ricevuto risposta). Il prossimo passo sarà quello, inevitabile, di inviare un esposto alle Autorità Comunitarie.

Comitato MareLibero Pescara

Ecco come si fa:

Proprio in questi giorni, nel pressochè totale silenzio degli organi di stampa, abbiamo potuto apprendere come si possa rimanere legittimati a mantenere manufatti abusivi sul nostro litorale.
Dalla lettura di atti giudiziari verifichiamo che la s.r.l. “Portanuova Entertainment” (per intenderci lo stabilimento balneare “Lido delle Sirene” insistente su P.zza Le Laudi ), al fine di trasformarsi in un noto locale per vip nostrani (Le Paillottes), effettuava un aumento di occupazione di superficie demaniale di ben mq 243,50 (in sostanza un raddoppio di stabilimento!). Nonostante l’opera fosse ben visibile, il solerte Comune di Pescara impiegava qualche anno per avvedersene. Nel mezzo passano le proteste di comitati di cittadini, le campagne di sensibilizzazione di MareLibero e la scomparsa di una delle piazze più “nobili” della nostra città, P.zza Le Laudi.

In ogni caso, mentre l’amministrazione comunale sonnecchiava, l’arguta società, ben consigliata, depositava sia istanza di condono edilizio, sia istanza per l’accertamento di “compatibilità paesaggistica” (il c.d. mini-condono paesaggistico, anche detto “condono ambientale”).

Da quel che si ricava dagli atti processuali, il Comune di Pescara “dimenticava” totalmente di istruire o comunque di evadere l’istanza di mini-condono paesaggistico che, peraltro, stante l’attuale normativa, non avrebbe mai avuto possibilità di accoglimento vista l’entità dell’abuso. Invece emetteva provvedimento di diniego in relazione alla domanda di condono edilizio.

Il provvedimento veniva immediatamente impugnato dalla Portanuova Entertainment dinanzi alla Giustizia Amministrativa(TAR Pescara) sul semplice presupposto che il diniego di sanatoria dell’opera edificata su zona vincolata non era legittimo, senza il previo esame dell’istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica( c.d. mini-condono).

In sostanza la società chiedeva al Comune: ” come fate ad affermare il contrasto delle opere oggetto di domanda di condono edilizio con le caratteristiche richieste per il rilascio del nulla osta dei Beni Ambientali, se non avete valutato la richiesta di accertamento di compatibilità paesaggistica?”

Il gioco è fatto : il TAR di Pescara con ord. del 22/11/2007 ( ordinanza TAR )accoglieva la domanda incidentale di sospensiva proposta dalla Portanuova Entertainment s.r.l. ponendo nel nulla il diniego di sanatoria del Comune di Pescara.

Ciò significa che le opere abusive rimarranno sull’arenile almeno fino alla definizione del giudizio di merito e del successivo probabile ricorso al Consiglio di Stato (anni).
Intanto :
-a Primavera si vota;
-gli strumenti urbanistici non sono inamovibili;
-le Amministrazioni cambiano;
gli Abusi rimangono.

Comitato MareLibero Pescara

beni comuni

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“il problema nel nostro Paese è che togliendoci l’acqua, l’energia, i trasporti..ci stanno togliendo la Democrazia. La Democrazia riparte dalla riappropriazione dei Beni Comuni”

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“23 miliardi di euro alla Difesa e agli armamenti..che vengano tolti e dati alla vita: all’Acqua!”

renato-di-nicola-movper-lacqua-abruzzo.MP3
“noi vogliamo una legge per la Tutela delle Acque.Vogliamo che i cittadini possano Partecipare.Perchè senza la Partecipazione dei cittadini anche le società pubbliche possono sbagliare.”

maurizio-acerbo relatore legge iniz.popolare in comm.ambiente/Camera.mp3
“la Res Publica non può essere ridotta ad una s.p.a. Non vogliamo essere clienti di una s.p.a. Vogliamo essere cittadini di una Repubblica. Non bisogna delegare a nessuno, neanche a parlamentari come me.Il movimento non ci deve dare pace-Non sarà una passeggiata far approvare questa legge.La mobilitazione dal basso deve continuare.”

marco-A SUD
“non deleghiamo il nostro futuro e il futuro dei Beni Comuni del nostro pianeta. Ci appartengono.
Difendere i Beni Comuni è Democrazia. Privatizzarli è un crimine.”

POMPA D'ACQUA

Sabato 1 Dicembre a Roma, piazza della Repubblica, ore 14:30

-PER FAR APPROVARE LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER L´ACQUA PUBBLICA E CONTRO LA SUA PRIVATIZZAZIONE

-PER UN NUOVO MODELLO DI GESTIONE PUBBLICA, EFFICIENTE, PARTECIPATA E SOSTENIBILE

-PER DIFENDERE TUTTI I BENI COMUNI

-PER UNA GRANDE OPERA PUBBLICA: RISTRUTTURARE LE RETI IDRICHE

INFO E PRENOTAZIONI PULLMAN:

cell.3346976124, 3381195358

DIVENTIAMO PROTAGONISTI DELLA GESTIONE DI QUESTO BENE COMUNE.
PARTECIPARE E´ FONDAMENTALE PER SALVAGUARDARE QUESTA RISORSA.

Il Comitato Abruzzese per la Legge di Iniziativa Popolare per l´Acqua Pubblica

Non si comprende come si possa pure ipotizzare una follia come quella di insediare un impianto come quello della Orim spa in un’area inquinatissima, destinata a divenire sito di interesse nazionale per essere al più presto bonificata.

il Sindaco di Bussi Chella e il Presidente della Provincia di Pescara De Dominicis stanno spingendo il progetto in nome di una re-industrializzazione della zona, quindi per dare una risposta al problema occupazionale che investe l’area del polo chimico, da tempo in in via di dismissione.

ma il Business Plan della ORIM (che alleghiamo) per quanto riguarda il piano occupazionale dice che:
nel 2008 si prevede l’assunzione di 5 dipendenti-nel 2009 s’ipotizza un incremento di 20, per arrivare nel 2011 a 32 unità.
Solo in futuro, in condizioni di mercato ancora tutte ipotetiche, il personale totale potrebbe raggiungere le 60 unità.

Se il problema è l’occupazione sarebbe molto meglio che la Regione, la Provincia, i Comuni o qualsiasi altra struttura pubblica assumessero queste poche decine di persone anche a costo di tassarci tutti, pur di non pagare un prezzo così folle in termini di ambiente, salute e risanamento futuro del nostro territorio e delle preziose falde acquifere che costituiscono bene primario di una intera collettività.

comunicato WWF-LEGAMBIENTE-MARELIBERO-ASF

ORIM BUSINESS PLAN 1
ORIM BUSINESS PLAN 2 

ORIM BUSINESS PLAN 3

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Nel momento in cui si scoprono nella zona di Bussi sul Tirino una serie di discariche abusive di dimensioni impressionanti (le più grandi d’Europa), mentre è notizia pressochè certa che nella stessa zona dette discariche, e non solo, hanno inquinato la falda acquifera sottostante che alimenta i pozzi tramite i quali l’intera Val Pescara (450.000 abitanti) si approvvigiona di acqua potabile, e mentre si esaminano le possibilità di far arrivare fondi nazionali per una qualche forma di bonifica dell’area in questione, i nostri avveduti amministratori, in primis il Presidente della Provincia di Pescara De Dominicis, non trovano di meglio da fare che avallare il progetto di insediamento di un’ azienda che tratta rifiuti pericolosi, la ORIM S.p.A di Macerata che, addirittura prima che il consiglio comunale di Bussi si pronunci definitivamente in merito, convoca una conferenza stampa per annunciare l’imminente arrivo (sulla questione l’amministrazione bussese è fortemente spaccata, tanto che potrebbe in queste ore cadere la giunta).

Questa scelta significherà che circa 50.000 tonnellate all’anno di rifiuti pericolosi transiteranno a Bussi legalmente. In realtà ne potrebbero arrivare molti di più , visto che per decenni sono state scaricate 500.000 tonnellate di sostanze tossiche (quelle finora scoperte), senza che “nessuno” sapesse o vedesse.

L’insediamento Orim ; definito dal sindaco di Bussi, Chella, come “compatibile”( eco-parco chimico) e necessario per il futuro occupazionale dei bussesi (porterà “ben” 15 posti di lavoro subito, 60 entro il 2012!), è un’azienda dal passato non troppo limpido. Basta fare un giro su internet per scoprire che nel 2000 la Orim srl (allora non era ancora società per azioni) fu sequestrata in seguito ad un esposto di un’associazione ambientalista. Fu poi oggetto di attenzione da parte della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul traffico di rifiuti illeciti.

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L’attuale responsabile settore rifiuti della Regione Abruzzo, Franco Gerardini, che tra l’altro si sta occupando della delicata questione della perimetrazione delle aree inquinate del polo chimico, al tempo era parlamentare nonché vice-presidente della commissione parlamentare che si occupò anche del caso ORIM.

Comitato Marelibero

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