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pubblichiamo il comunicato di WWF e LEGAMBIENTE che condividiamo pienamente.

E il Consiglio Regionale abruzzese vara la “Legge Fogna” e la Legge “Anti-sole”.
Due provvedimenti grotteschi!
Per i limiti degli scarichi fognari si torna a prima della Legge Merli degli anni ´70 del secolo scorso.
Mai più impianti fotovoltaici su scuole, ospedali, comuni e terreni pubblici se posti a 500 metri dalle abitazioni.
L´Abruzzo si autosospende dal contesto europeo su scarichi fognari e produzione di energia rinnovabile.
Su scarichi fognari ed energia rinnovabile l´Abruzzo decide di allontanarsi dalle politiche comunitarie e nazionali Il consiglio regionale abruzzese ha varato ad ottobre due norme relative ai limiti degli scarichi fognari e ai nuovi impianti fotovoltaici.
La prima, inserita nella dibattutissima Legge regionale “Omnibus”, consiste in una vasta sanatoria per chi ha superato i limiti per gli scarichi. Si tratta dei diffusissimi impianti che scaricano nei fiumi di capacità sotto i 2000 abitanti equivalenti (che servono la quasi totalità dei 305 comuni abruzzesi) e degli impianti che scaricano in mare fino a 10000 abitanti equivalenti (gran parte dei comuni costieri della regione).
La seconda inserita nella cosiddetta “Legge sull´insonnia”, divenuta poi la parziale modifica della Omnibus varata tre settimane prima, ha aggiunto il divieto ai soggetti pubblici di installare impianti fotovoltaici su terreni ed edifici, quali ospedali, comuni, scuole, caserme ecc., ad una distanza inferiore a 500 metri da ogni abitazione.
Insomma, libertà di inquinare ai livelli di 30 anni fa e divieto di produrre energia dal sole!
Dichiara Dante Caserta, presidente regionale del WWF “Il combinato disposto di queste due leggine regionali fa uscire l´Abruzzo dal contesto europeo su due settori chiave come l´energia e la qualità delle acque fluviali e costiere. Si tratta di norme assurde. I fiumi abruzzesi, come accertato dai dati dell´Agenzia Regionale per la Tutela dell´Ambiente, sono in pessimo stato e peggiorano di anno in anno, allontanandosi dagli obiettivi europei che prevedono entro il 2008 il raggiungimento dello stato “sufficiente” per la qualità delle acque di tutti i punti di campionamento. Questa legge preclude qualsiasi tentativo di porre rimedio a questa situazione ed espone la regione all´intervento sanzionatorio della Commissione Europea. Sulle acque costiere è veramente incredibile poiché, oltre all´ambiente, colpisce un settore nevralgico dell´economia regionale quale il turismo balneare per le immediate conseguenze sulla qualità dell´acqua del mare”.
Dichiara Angelo Di Matteo, segretario regionale di Legambiente “Sul fotovoltaico praticamente si potranno installare impianti solo sugli isolati rifugi montani! Da un lato l´assessorato regionale all´ambiente sta predisponendo un piano energetico che punta sulle fonti rinnovabili e dall´altro il Consiglio Regionale vanifica, con una legge di cui non si comprende la logica, ogni tentativo di affrancarci dal consumo di combustibili fossili per la produzione energetica. La Regione Abruzzo si pone in netto contrasto con le indicazioni mondiali, comunitarie e nazionali. L´emergenza climatica è tra noi ma, evidentemente, non allarma il Consiglio Regionale. Sulla questione degli scarichi, poi, si ricorda che i cittadini sostengono il costo della depurazione nella tariffa dell´acqua ed è incredibile che si voglia sanare un´inefficienza su un servizio che la comunità paga”.
Le due associazioni lanciano un appello a tutti i consiglieri e alla Giunta Regionale per un immediato intervento che annulli le grottesche disposizioni e, allo stesso tempo, che isoli i maldestri tentativi di singoli consiglieri regionali che si tramutano in una sconfitta non solo per tutti i cittadini abruzzesi, ma per tutti coloro che hanno cercato di operare nel rispetto delle normative vigenti.
In questo senso le associazioni stigmatizzano le gravissime prese di posizione favorevoli al provvedimento sugli scarichi di alcuni amministratori che nelle loro esternazioni non tengono in alcun conto le conseguenze che tale provvedimento comporta sullo stato dell´ambiente regionale.

fonte: Primadanoi.it

MO’ AVASTE!

protesta centro oli 17 novembre mo avaste

APPROFONDIMENTO - È di fondamentale importanza notare che non tutto l’H2 S viene eliminato nel processo Claus, e che i residui di idrogeno solforizzato vengono immessi in un inceneritore che rilascia i residui direttamente nell’atmosfera. Il gran numero di brevetti rilasciati di recente e riguardo nuove tecniche che ripetutamente cercano di innalzare la soglia di recupero dell’H2 S è una prova del fatto che il problema di un totale e corretto smaltimento dell’idrogeno solforato e ancora irrisolto . I modi in cui l’H2S si riversa nell’ambiente: Tutte le operazioni di trattamento dei prodotti petroliferi, a qualsiasi livello, hanno la possibilità di emettere quantità più o meno abbondanti di idrogeno solforato, sia sotto forma di disastri accidentali, sia sotto forma di un continuo rilascio all’ambiente durante le fasi di estrazione, stoccaggio, lavorazione e trasporto del petrolio di fondamentale importanza notare che non tutto l’H2 S viene eliminato nel processo Claus, e che i residui di idrogeno solforizzato vengono immessi in un inceneritore che rilascia i residui direttamente nell’atmosfera. Nelle vicinanze di centri di lavorazione del petrolio, fra cui impianti di idro-desulfurizzazione (Centro Oli) i livelli di H2 S possono dunque essere 300 volte maggiori che in una normale città del mondo occidentale. L’idrogeno solforato è una sostanza fortemenete velenosa, la cui tossicità è paragonabile al cianuro.

Maria Rita D’Orsogna, and Thomas Chou Department of Mathematics, California State University at Northridge, Los Angeles, CA 91330-8313 Department of Biomathematics, David Ge Los Angeles,

Passeggiando per la riviera sud, non possiamo fare a meno di ammirare le meravigliose sfumature della silicia sostanza che in periodi estivi faranno da manto ai nostri momenti ludici e di relax .

Il vento scolpisce piccole dune di colorito aureo che sfumano nell’argenteo suolo in uno psichedelico mix; ammiriamo la futuristica spiaggia emblema di uno dei successi del progetto SICORA.
Ma l’erosione continua….

Spiaggia da Stab. Mila
allo Stab. La Lucciola
Spiaggia da Stab. Mila
a Stab. Sabbia d’Oro

pescara sud silver beach 1

pescara sud silver beach 2
pescara sud gold beach 2
pescara sud silver beach 3
pescara sud gold beach 3
pescara sud silver beach 4
pescara sud gold beach 5

foto scattate in condizioni di luce identiche.

Un’offesa ai CITTADINI:Rivogliamo il panorama del mare.
Demoliamo le barriere.

In questi giorni Pescara è stata cosparsa di manifesti con l’immagine di Piazza Le Laudi. Ritorna all’attenzione pubblica un manifesto già presentato mesi fa dal Comitato Marelibero, che si è attirato l’odio del cav. Filippo Antonio De Cecco, stavolta nelle vesti di imprenditore balneare.
Abbiamo ritenuto opportuno riparlare di un luogo simbolico come Piazza Le Laudi in occasione della prossima faticosissima approvazione del Piano Spiaggia, e della volontà che molti hanno di vanificarlo. Piazza Le Laudi è un luogo centrale, un panorama storico di Pescara su cui si è agito in modo pesante da un punto di vista urbanistico, ma ancor più per l’invasività degli impianti retrostanti che hanno annullato la prospettiva retrostante. Tutto questo tra le promesse di molti politici e lo sconcerto, ormai mutato in rassegnazione, dei residenti.
Demolire le barriere vuol dire creare una spiaggia di qualità. La qualità architettonica e la sostenibilità devono essere le linee guida della progettazione, se vogliamo migliorare Pescara. Se vogliamo dare un vero rilancio al turismo, all’economia, alla cultura.
Andrea Iezzi
Comitato Abruzzese del Paesaggio

Il mare dentro

maredentro.jpg


Sul Centro del 17 ottobre leggiamo le dichiarazioni di due rappresentanti della Fiba Confesercenti che annunciano un ricorso al TAR contro l’emendamento, approvato nell’ultimo Consiglio Comunale, che obbliga i balneatori a rimuovere le superfici accessorie coperte che superano il 25% del fronte concesso entro due anni dal rinnovo della concessione.

Il recupero della cosiddetta”Vista Mare” è ormai una istanza che arriva non da “tre sfasciacarrozze che tengono sotto scacco l’intera maggioranza” (nota della Fiba) ma da tanti cittadini che da anni si battono contro il degrado del litorale pescarese con petizioni, assemblee ed esposti alla Magistratura.

Nessuno mette in discussione la legittimità dei balneatori a sfruttare il Demanio Marittimo con finalità turistiche e ricreative, ma sono sotto gli occhi di tutta la città gli abusi diffusi che impediscono la vista del mare e l’accesso alla spiaggia.

Nella loro nota i rappresentanti della Fiba parlano di strutture”legalmente realizzate”. Ad oggi non ci risulta sia stato fatto un controllo serio ed efficace, da parte degli uffici comunali competenti, delle difformità dei titoli concessori riguardo ciò che sulla spiaggia nel corso degli anni si è costruito.

Concordiamo pienamente sul “rischio di salvare chi ha realizzato le cupole di San Pietro nella propria concessione e di penalizzare invece, chi ha realizzato piccole fioriere, pedane per docce e accorgimenti di piccole dimensioni“(Fiba) ma questo è un problema che l’intera categoria dei balneatori dovrebbe discutere al proprio interno, senza omertà, così come dovrebbe denunciare pubblicamente l’impunità di cui godono alcuni di loro a scapito degli altri.

Il nostro sito è frequentato abitualmente da tante e da tanti “sfasciacarrozze”, tra cui Gio, che ci ha mandato questa immagine e queste parole : vi ho seguito molto ultimamente e vi sono idealmente vicino. Mi avete fatto pensare ad una immagine (che vi mando) che si ispira quasi contrapposta al titolo del bellissimo film del regista spagnolo Amenabar “il mare dentro”. Affinchè il mare sia libero deve essere dentro di noi .

Comitato Marelibero Pescara

Ancora una volta la Riserva Naturale di Punta Aderci è vittima dell’ignoranza e la sua bellezza subisce un altro sfregio. Un danno che forse sarebbe stato possibile evitare chiudendo l’accesso con le auto, come chiede da tempo vastesi.com. I fusti di sgrassante che sono stati gettati sulla spiaggia della Riserva hanno danneggiato l’ambiente e costringeranno il comune di Vasto ad una messa in sicurezza della zona e ad un eventuale bonifica. Ci saranno spese che si sarebbero potute evitare mettendo due sbarre. Quello che è avvenuto è particolarmente preoccupante, considerato che la stagione autunnale è appena iniziata e nessuno veglierà sulla Riserva fino alla prossima estate. Torneranno le coppiette, i criminali che scaricanno lí loro rifiuti, l’immondizia del mare…La sporcizia si accumulerà di nuovo e i preziosi sforzi dei detenuti della casa circondariale e dalla Cogestre saranno resi vani.
La Riserva è un patrimonio di tutti e va custodita e curata 365 giorni l’anno. I lavori annunciati dal sindaco in questi ultimi giorni (aree pic-nic, punti d’incontro, parcheggi…) sembrano a questo punto un passo più lungo della gamba. Ci spiace dirlo, ma bisognerebbe ripensare questi interventi e prendere decisioni rapide per agire subito sullo stato di precario equilibrio in cui si trova la Riserva.
Bisogna, in definitiva, pensare a una terapia che salvi Punta Aderci, prima di valorizzarla con altri tipi di intervento. I finanziamenti europei dovrebbero esser spesi nell’ottica dell’emergenza: prima le sbarre e l’assunzione di personale addetto alla pulizia e alla vigilanza, poi si potrà pensare alla fruibilità dell’area e a come sfruttare turisticamente la zona. E’ importante che passi un messaggio molto chiaro ed importante a tutti i fruitori della zona: la riserva è un patrimonio inestimabile e va rigorosamente preservata e rispettata.
Come cittadini e amanti della natura ringraziamo la Cogecstre e la guardia costiera di Vasto per il lavoro che svolgono quotidianamente.
Ci auguriamo che questo bruttissimo episodio possa servire a rompere gli indugi ed interdire prima possibile l’accesso nella riserva ai veicoli non autorizzati.
Cogliamo l’occasione per ricordare a tutti che è ancora possibile sottoscrivere la nostra petizione “Libera la Riserva dalle auto” sul nostro sito ( www.vastesi.com)

Vastesi.com

Il comitato MareLibero, che da mesi si preoccupa di sensibilizzare l’amministrazione comunale sui problemi che investono la nostra spiaggia e il nostro mare, è stato DENUNCIATO per DIFFAMAZIONE dal legale rappresentante della Portanuova Entertainment srl, Cav. Filippo Antonio De Cecco, titolare della concessione Lido delle Sirene, sito in Piazza Le Laudi.
Le circostanze diffamanti, per quanto è dato sapere, sono da individuarsi nel documentario Vietato l’accesso e nell’articolo C’era una volta a Pescara….la vista mare.
Il video, realizzato nella scorsa primavera dal comitato MareLibero, affronta il tema dell’impedimento alla vista mare, difficoltà questa legata principalmente all’occupazione selvaggia dell’arenile pescarese. L’articolo in questione è comparso su questo sito il 2 maggio 2007 e le frasi incriminate sono: “… e che dire del Lido delle Sirene (Pescara Sud) che oltre ad aver trasformato un capanno hawaiano in un vero e proprio ristorantino con tanto di terrazze laterali, e ad aver usufruito delle “trasformazioni delle tettoie”, che hanno notevolmente ampliato il già imponente stabilimento originario, ha potuto anche “occupare” parte della spiaggia antistante P.zza La Laudi ! Ad occupare il resto ci ha pensato lo stabilimento confinante “La Playa”. Ma questi sono solo alcuni dei numerosi casi … ”

È PARADOSSALE CHE PROPRIO GLI INTENTI DEL COMITATO SIANO OGGETTO DI DENUNCIA, MENTRE, A TUTT’OGGI, LA MANCATA PROGRAMMAZIONE (PIANO SPIAGGIA)E IL MANCATO CONTROLLO DA PARTE DI QUESTA E DELLE PRECEDENTI AMMINISTRAZIONI AL GOVERNO DELLA CITTA’ HA LASCIATO LA GESTIONE DEL DEMANIO PUBBLICO IN MANO AGLI INTERESSI E ALLA “CREATIVITÀ” DEI SINGOLI CONCESSIONARI.

Noi, cittadini di Pescara, ci aspettiamo dai lavori del consiglio comunale scelte che vadano nella direzione del recupero della vista mare (non in tempi biblici) e del sostanziale aumento delle spiagge libere (come previsto dal Piano Demaniale Marittimo) .
In questo senso ci si augura che scompaia dal Piano Demaniale Comunale l’osservazione n.94, presentata dal settore gestione e controllo del territorio del comune, che recita al punto 3 : “si considerano opere legittimamente assentite quelle oggetto di regolare provvedimento autorizzativo edilizio e/o quelle, che in assenza di tale provvedimento, siano comprese nella concessione demaniale marittima alla data di esecutività della delibera di adozione del presente strumento.” (osservazione accolta dagli uffici tecnici).
SE FOSSE ACCOLTA ANCHE DAL CONSIGLIO QUESTA OSSERVAZIONE SAREBBE EVIDENTE CHE L’INTENTO È QUELLO DI MANTENERE TUTTO CIÒ CHE È STATO SELVAGGIAMENTE E ILLEGGITTIMAMENTE REALIZZATO.

 

GIOVEDÌ 4 OTTOBRE SALA DEI MARMI-PROVINCIA DI PESCARA ORE 17.30
“Proposte per una gestione pubblica, efficiente, trasparente, sostenibile e partecipata dell’acqua”

interverranno:

EMILIO MOLINARI Presidente Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’acqua

DANTE CASERTA Presidente WWF Abruzzo

DIANA GALASSI e TIZIANA DI LORENZO Docenti dell’Univ.dell’Aquila-Dipartimento di Scienze Ambientali

RENATO DI NICOLA Forum Italiano movimenti per l’acqua

DEPOSITO DEI SEGNI Gruppo teatrale

Finalmente, dopo 19 mesi dalla data di adozione (8 Febbraio 2006), ai limiti del commissariamento da parte della Regione, approda in aula consiliare a Pescara il Piano Demaniale Comunale per l’approvazione finale. Prima seduta di discussione lunedì prossimo alle ore 17.00.

Premettiamo che Il Piano Spiaggia adottato, secondo noi, è assai ambiguo: ai lodevoli, ma timidi, principi non corrispondono scrupolose e severe norme.
La tutela ambientale è trascurata: nulla si dice sul come preservare ed eventualmente estendere i pochi sistemi dunali presenti, anzi questi non vengono neanche rilevati nell’esistente. La pur esigua dotazione minima di spiagge libere stabilita dalla norma regionale non viene rispettata, né viene indicato come arrivarci tassativamente in futuro. Vengono, invece, consentite le percentuali massime di occupazione della spiaggia con le pavimentazioni, con i volumi e le tettoie, tra l’altro complessivamente già superate a Pescara e di cui si prevede un ulteriore aumento. Sugli obiettivi di accessibilità e visibilità si stabiliscono norme e divieti che non hanno alcuna indicazione certa sui tempi e sulle modalità di attuazione.
Detto ciò, auspichiamo che in sede di approvazione ci possano essere significativi cambiamenti.

Leggiamo sui giornali che il Comune ha avviato la procedura di accertamento e di eventuale demolizione degli abusi riscontrati (90 su 105 stabilimenti).
Esprimiamo soddisfazione per quest’azione che da tempo, con campagne di sensibilizzazione e denunce continue , ci aspettavamo arrivasse . Anche perchè ci pareva strano si potesse avviare la discussione senza una “mappatura” precisa dell’ esistente legittimamente autorizzato, e di quello in difformità (spesso abbiamo osservato che i progetti regolarmente autorizzati non corrispondono ai titoli concessori , vedi il caso della Vongola o del Delfino Verde).

Ci auguriamo che tale accertamento e avvio delle procedure che porteranno alle auspicabili demolizioni sia autentico e risponda ad un effettivo quadro della situazione di degrado in cui versa il Litorale Pescarese.

Per il momento registriamo che è necessario tenere alta la guardia, perchè ad oggi le mostruosità sono ancora tutte lì. Nulla è stato spostato : neanche la discarica improvvisata (da noi denunciata mesi fa) sulla spiaggia (fronte mare) della concessione dello stabilimento Delfino Verde.
A pensar male, non vorremmo scoprire che l’accertamento delle edificazioni, legittime e non, si riduca ad uno smantellamento di facciata che lascerà sostanzialmente in piedi tutte le brutture insistenti sul demanio.

Primo appuntamento: Lunedì primo ottobre Consiglio Comunale a Pescara alle ore 17.00.

Grande Partecipazione alla manifestazione contro il CENTRO OLI dell’ENI ad Ortona.

mafestazione Ortona contro centro oli ENI 1 manifestazione ortona contro centro oli ENI 2 manifestazione ortona contro centro oli ENI 3
manifestazione ortona contro centro oli ENI 4 manifestazione ortona contro centro oli ENI 5 manifestazione ortona contro centro oli ENI 6

Per approfondire l’argomento consigliamo la lettura degli articoli apparsi sul quotidiano PrimadaNoi.it

ORTONA. La città ha detto la sua. Secondo gli organizzatori a dire no al centro oli domenica c’erano almeno 2000 persone ed oltre 100 trattori che hanno occupato le vie principali. Una sfilata che ha sostato come una via crucis sotto le abitazioni del sindaco Nicola Fratino e del suo braccio destro Remo Di Martino. E’ la prima manifestazione di protesta “spontanea” organizzata sull’argomento ed anche una tra le pochissime “espressioni di piazza” che si ricordi a memoria in città.

TRATTO da PrimaDaNoi.it

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