AFFARE ORIM: MEDIOEVO II
November 16th, 2007 by comitatomarelibero
Nel momento in cui si scoprono nella zona di Bussi sul Tirino una serie di discariche abusive di dimensioni impressionanti (le più grandi d’Europa), mentre è notizia pressochè certa che nella stessa zona dette discariche, e non solo, hanno inquinato la falda acquifera sottostante che alimenta i pozzi tramite i quali l’intera Val Pescara (450.000 abitanti) si approvvigiona di acqua potabile, e mentre si esaminano le possibilità di far arrivare fondi nazionali per una qualche forma di bonifica dell’area in questione, i nostri avveduti amministratori, in primis il Presidente della Provincia di Pescara De Dominicis, non trovano di meglio da fare che avallare il progetto di insediamento di un’ azienda che tratta rifiuti pericolosi, la ORIM S.p.A di Macerata che, addirittura prima che il consiglio comunale di Bussi si pronunci definitivamente in merito, convoca una conferenza stampa per annunciare l’imminente arrivo (sulla questione l’amministrazione bussese è fortemente spaccata, tanto che potrebbe in queste ore cadere la giunta).
Questa scelta significherà che circa 50.000 tonnellate all’anno di rifiuti pericolosi transiteranno a Bussi legalmente. In realtà ne potrebbero arrivare molti di più , visto che per decenni sono state scaricate 500.000 tonnellate di sostanze tossiche (quelle finora scoperte), senza che “nessuno” sapesse o vedesse.
L’insediamento Orim ; definito dal sindaco di Bussi, Chella, come “compatibile”( eco-parco chimico) e necessario per il futuro occupazionale dei bussesi (porterà “ben” 15 posti di lavoro subito, 60 entro il 2012!), è un’azienda dal passato non troppo limpido. Basta fare un giro su internet per scoprire che nel 2000 la Orim srl (allora non era ancora società per azioni) fu sequestrata in seguito ad un esposto di un’associazione ambientalista. Fu poi oggetto di attenzione da parte della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul traffico di rifiuti illeciti.
atti parlamentari-allegato
L’attuale responsabile settore rifiuti della Regione Abruzzo, Franco Gerardini, che tra l’altro si sta occupando della delicata questione della perimetrazione delle aree inquinate del polo chimico, al tempo era parlamentare nonché vice-presidente della commissione parlamentare che si occupò anche del caso ORIM.
Comitato Marelibero
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Sono senza parole !
E’ come dire: per 16 (Nuovi???) posti di lavoro, gli altri devono pagarne le conseguenze, tanto oramai è la fine !
Il mio paese d’origine sta diventando peggio di Seveso con la diossina !
Ma nessuno va a vedere quanta gente è morta di cancro negli ultimi 40 anni?
Andate a vedere al cimitero, non ce n’è uno morto di vecchiaia.
Vergogna!