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CONTRO NATURA

Il WWF: lo scandalo degli stabilimenti balneari di Pescara è solo la punta dell’iceberg. Iniziative da “Economia di rapina” stanno devastando tutto il litorale della regione.

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L’Associazione chiede un radicale cambiamento del Piano del Demanio Marittimo Regionale, da cui discendono buona parte dei danni che osserviamo e l’adozione di linee guida di gestione basate sulla consapevolezza della necessità di una gestione di questo bene durevole nel breve, medio e lungo periodo per tutti, dagli organismi che vivono da millenni solo sulla costa e che non sono certo da considerare “sporcizia” che necessita di pulizia con le ruspe, alla salvaguardia degli interesse collettivi ed alla promozione di quelli economici.

I sequestri a ripetizione evidenziano in maniera incontrovertibile l’esistenza nella Regione di una gestione “di rapina” delle aree costiere, in cui il “tutto e subito” degli interessi economici più sfrenati determina un attacco finale ai valori ambientali rimasti sul litorale. Il nostro plauso va ai Comitati locali, come Marelibero.org, che hanno condotto una campagna ineccepibile, alla locale Guardia di Finanza che sta operando nel migliore dei modi possibili dimostrando a tutti come si deve interpretare la difesa reale degli interessi collettivi rispetto agli interessi di parte ed alla Procura di Pescara, nella persona del Dr. Aceto.

COMUNICATO INTEGRALE WWF

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