Porto di Pescara: “cronaca di una chiusura annunciata”
February 7th, 2008 by comitatomarelibero
Il 7 febbraio, il Comandante della Direzione Marittima del Porto di Pescara ha firmato un’ordinanza che stabilisce che “l’entrata e l’uscita dal porto sono consentite unicamente ad unità aventi pescaggio massimo non superiore a 4, 40 m in ragione delle caratteristiche geomorfologiche del porto stesso, del continuo interramento dei fondali e della situazione batimetria attualmente rilevata, nelle more dell’esecuzione di ulteriori interventi di dragaggio del porto”.
Nessuna novità: a Pescara, senza soluzione di continuità, si “ripasce” la spiaggia e si dragano i fondali del porto. Non vi viene voglia di organizzarvi in una SpA che si occupi in generale del ”movimento terra, pardon sabbia, in mare”?
Il progetto del porto di Pescara (diga foranea e molo di levante) fu partorito alla fine degli anni ottanta dalle menti del Genio Civile Opere Marittime di Ancona. Gli ingegneri erano certi che, grazie all’effetto “Venturi”, nel canale tra l’imboccatura del molo e la diga foranea, l’inquinamento ed i solidi sospesi venissero “risucchiati” verso il largo.
Già nel 1996 furono segnalati i disastri provocati dalla realizzazione della diga foranea che, collocata davanti alla foce, da una parte ha spostato l’inquinamento del fiume sul litorale e dall’altra ha rappresentato una vera e propria trappola per i sedimenti trasportati dall’Aterno-Pescara.
Nel settembre del 2000 il Comitato Porto di Pescara (www.portodipescara.com; www.portodipescara.it) organizzò un convegno nel quale esperti qualificati del settore confermarono l’inadeguatezza di questa opera portuale prevedendo ulteriori danni con la costruzione del molo di levante. Alla luce di ciò la proposta del Comitato ai politici locali fu quella di indire un bando pubblico internazionale per dotare la città di Pescara di un porto funzionale alla pesca e al turismo e bello da vivere. L’azione del Comitato riuscì ad interrompere la realizzazione del molo di levante per ben 5 anni. Purtroppo fu poi inaugurato in pompa magna bipartisan nel 2005.
Da allora i problemi sono solo aumentati.
L’ignoranza e la malafede hanno trionfato in nome di una continua emergenza: per la sicurezza di pescatori, per l’attracco delle imbarcazioni turistiche il dragaggio s’aveva da fare!
E quindi continue richieste, per emergenza, al Ministero dell’Ambiente per scaricare i fanghi del dragaggio in mare (soluzione certo meno costosa dello smaltimento a terra ma che ha fatto del nostro mare una grande pattumiera ).
Nel 2006 questi fanghi, eufemisticamente chiamati sedimenti marini, ma contenenti, tra l’altro, cadmio, policlorobifenili, idrocarburi, arsenico, piombo, cromo, mercurio e indicatori di contaminazione fecale, sono stati usati per riempire la vasca di colmata del molo di levante!
L’orientamento politico sulle opere portuali continua a perseverare in aggiustamenti che non faranno altro che peggiorare la situazione attuale. Ribadiamo la necessità di dare un taglio netto al passato e di pensare seriamente ad un vero porto per la città di Pescara progettato da chi ne ha le adeguate competenze.
P.S: il piccolo ed efficiente porto canale di Cesenatico è stato progettato da Leonardo da Vinci.
Comitato MareLibero Pescara
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