Cementinceneritore Lafarge: emissioni poco “ trasparenti”
February 17th, 2008 by comitatomarelibero
Da decenni il cementificio Lafarge, sito a Pescara in pieno centro urbano, emette sostanze inquinanti nell’aria. E ci chiediamo ancora come mai Pescara, nonostante il mare, risulti una delle città più inquinate d’Italia !
Nel novembre del 2006 è stato stipulato un accordo di programma (n.911) tra la regione Abruzzo e il cementificio Lafarge Adriasebina, che consente, per la produzione di energia, l’utilizzo sperimentale e” temporaneo” di rifiuti speciali (CDR e PFU cioè pneumatici fuori uso) in sostituzione di combustibili fossili. Ma sappiamo che Lafarge brucia rifiuti già dal 1994!
La Regione Abruzzo approvava un “protocollo operativo” relativo al monitoraggio delle attività, analisi dei dati, caratterizzazione dei rifiuti utilizzati (tipi e quantità), e ricaduta ambientale nel territorio interessato dalla sperimentazione, in collaborazione con l’Arta regionale e con la facoltà di Ingegneria dell’Aquila. La Regione doveva garantire inoltre che i dati relativi alle attività di monitoraggio fossero resi accessibili al pubblico.
A sua volta il cementificio si impegnava a rispettare i limiti più restrittivi per l’ emissione delle polveri,in base alla direttiva IPPC* e a fornire un “rapporto preliminare” riguardante le attività di sperimentazione entro il 15-11-2006 ed un “rapporto finale” entro il 31-03-2007.Abbiamo chiesto all’Arta i due rapporti che la Lafarge avrebbe dovuto consegnare entro marzo 2007 come da protocollo d’intesa, e i dati sulle emissioni. Dei rapporti non si sa nulla, e i dati sono inaccessibili perchè “secretati” dal Corpo Forestale dello Stato (?).
Per quanto riguarda i controlli, i monitoraggi sulle emissioni vengono fatti dallo stesso cementificio che li invia all’Arta. Dei trentadue camini presenti all’interno dell’impianto (due i più grandi) solo uno è monitorato. Esiste all’esterno una sola centralina che funziona saltuariamente. La diossina risultante dalla combustione in gran parte finisce nei materiali edili prodotti (cemento e vari) che finiscono nelle nostre case; quella dispersa nell’aria viene controllata sporadicamente e in maniera “concordata” da laboratori fuori regione(l”Arta non ha mezzi adeguati). Le analisi vengono pagate dal cementificio stesso.
Di recente abbiamo appreso che per abbattere l’ossido di azoto (NOx) costantemente fuori limite, il cementificio sta usando l’ammoniaca (NH3). Questa sostanza inquinante (tanto quanto l’NOx) non è tabellata, non ci sono quindi limiti per l’emissione!
Denunciamo ancora una volta la mancanza assoluta di trasparenza, di informazione corretta su beni fondamentali per la vita come l’aria che respiriamo. Non ci possono tranquillizzare con “va tutto bene, è tutto sotto controllo!” (ass,Caramanico recentemente dixit).
Comitato MareLibero Pescara
* la direttiva IPPC prevede i Registri INES (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) ed EPER ( European Pollutant Emission Register) che sono il risultato di un approccio integrato alla gestione ambientale che coinvolge i governi, le industrie e il pubblico, dando la possibilità a quest’ultimo di esercitare il proprio diritto di accesso ad informazioni ambientali in maniera semplice attraverso la moderna tecnologia.
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